Louis Armstrong House Museum, Queens.

Per non stancarsi mai di New York bisognerebbe, ogni giorno, fare qualcosa che ci ricorda, appunto, che siamo a New York! In generale poi, credo che la curiosità, la voglia di esplorare, scoprire cose nuove è il segreto per non perdere l’entusiasmo, restare giovani, diventare più saggi e sentirsi vivi!

Oggi, ad esempio, sono andato nel Queens, a Corona, per visitare la casa museo della leggenda del jazz Louis Armstrong.

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È stata un’esperienza davvero intensa e suggestiva. Un tour guidato in tutte le stanze della casa, con tanti aneddoti, curiosità e storie interessanti, ti fa entrare in contatto diretto con quella che fu la quotidianità di Louis “Satchmo” Armstrong, le sue abitudini. Un percorso intimo, tra quadri di Salvador Dalì e Tony Bennett, bagni lussuosi, bibbie, una cucina stilosissima, uno studio pieno di registrazioni audio su bobina e appunti vari, scritti con una calligrafia impeccabile e pulita. Senza dimenticare “the Armstrongs’ beautiful Japanese-inspired garden”.

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La casa è rimasta esattamente com’era quando vi abitarono Louis (morto nel 1971) e la moglie Lucille, una ballerina del celebre Cotton Club (morta nel 1983). E fu proprio lei, nel 1943, a scegliere questa abitazione e questa zona. Avrebbero potuto abitare ovunque e scelsero il Queens!

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Disse Duke Ellington: “If anybody was Mr. Jazz it was Louis Armstrong. He was the epitome of jazz and always will be. He is what I call an american standard, an american original.”

Armstrong oltre ad essere stato un artista straordinario, un genio assoluto, è stato anche un grande Uomo, capace di trasmettere gioia, serenità e positività.
Con il sorriso stampato sulla faccia fino all’ultimo dei suoi giorni. Tenace, generoso. Un esempio e una fonte di ispirazione ancora oggi. Immortale, come una delle sue canzoni più belle.

I see trees of green, red roses too
I see them bloom for me and you
And I think to myself what a wonderful world.

I see skies of blue and clouds of white
The bright blessed day, the dark sacred night
And I think to myself what a wonderful world.

The colors of the rainbow so pretty in the sky
Are also on the faces of people going by
I see friends shaking hands saying how do you do
They’re really saying I love you.

I hear babies crying, I watch them grow
They’ll learn much more than I’ll never know
And I think to myself what a wonderful world
Yes I think to myself what a wonderful world

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Se volete visitare il Louis Armstrong House Museum, ecco qualche info:

ADDRESS
Louis Armstrong House Museum
34-56 107th Street
Corona, NY 11368
718-478-8274

HOURS
Tuesday – Friday: 10 am – 5 pm
Saturday – Sunday: 12 pm – 5 pm

The Museum is shown only through guided 40-minute historic house tours that start every hour on the hour (last tour of the day starts at 4 pm). The exhibit area and garden can be explored before or after the tour. No appointment is necessary, unless you are planning a group visit for at least 8 people.

Closed on all Mondays and the following Holidays: Thanksgiving, Christmas Eve, Christmas Day, New Year’s Eve and New Year’s Day. Always open on the 4th of July, in honor of Louis’s traditional birthday.

ADMISSION
Adults: $10
Seniors (65 and older), students, and children: $7
Group rate: $6
Children under 4: Free
Members: Free

The price of admission includes a guided historic house tour and access to the exhibit area and garden, which can be viewed before or after your tour.

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Faccio cose, taggo gente, uso i social. E apro un blog sulla mia vita a New York!

Qualche giorno fa su facebook, l’amico Lorenzo ha commentato così il mio solito post mona scritto in triestino: “Anche se scrivi sempre in un dialetto a me sconosciuto ed incomprensibile, sei fonte inestimabile di saggezza e supporto morale in questa vita newyorkese. Respect.”

Wow! Grazie bro!

E allora ho pensato: perché non continuare a fare quello che già faccio sui social, ma in una maniera più comprensibile, ordinata e meno (o ancora più) mona? La risposta immediata è stata DAGHE! E si è concretizzata in questo nuovo blog realizzato con il supporto tecnico fondamentale di Dorina, che ringrazio di cuore.

Visto che me lo chiedete spesso, DAGHE! = dacci dentro, ma elevato per mille. L’incitamento più incitamento triestino. You only live once! cit. Diego Manna 

RICKY

Questo blog avrà l’obiettivo di raccontarvi la mia New York, il mio punto di vista sul Grande Pomo, il mio amore supremo per questa città, che mi ha regalato anche il titolo di The Most Enthusiastic Man in New York.

Questo blog, inoltre, nasce dalla mia stima, rispetto, riconoscenza, amore, amicizia per alcune persone straordinarie che continuano a motivarmi e a ispirarmi every-fuckin’-day come i miei genitori, Miriana & Roby de Chiarbola, la Sista Boba, Elisa Russo, una vera fuoriclasse della scrittura e la mia prima lettrice, il mio personal guru & health coach Mauro Clerici e i miei coinquilini nella casa di Williamsburg, Sabrina & Osso, che mi ripetono spesso “Ricky Russo diventerai famoso!”.

“Faremo ben dei”.

Go eliminà dal mio vocabolario la frase “Speremo ben dei” e la go sostituida con “Faremo ben dei”. Sperando se mori, sperando. Meio far, se vivi fazendo. Ah no po’ ciò!

Il 19 settembre del 2012, esattamente 4 anni fa, arrivai a New York per la prima volta, per fare un’esperienza di vita e sondare le possibilità lavorative, quell’avventura pazzesca di 3 mesi l’ho raccontata in un libro, ma soprattutto continuo viverla every-fuckin’-day nella città dove tutto sembra possibile e i sogni diventano realtà.

Lo spirito di Big Nonno Nino e di James Brown mi proteggono.